LE TETTE CHE NON VIDI MAI
Così cominciava un romanzo in dodici capitoli che scrissi dieci minuti fa e che spero non sarà mai ritrovato se non dopo la mia morte, anche perchè se lo trova mia moglie son cazzi.
Lo dedicai a una giovane amica che avrebbe compiuto 22 anni il 26 Novembre 2007 e per la quale, oltre a nutrire una grande simpatia, avevo provato un umano desiderio di accarezzarle le pere.
Il primo capitolo è molto diverso da quello dei Promessi Sposi. Meno didascalico e senza preti. In esso, Renzo, un quarantaseienne che ha passato la crisi dei quarantanni da sei anni (è matematica) passa il suo tempo scorazzando con la sua BMW cabrio per le strade della Svizzera italiana per provare i nuovi pneumatici della Michelin sul bagnato. Nel secondo capitolo il protagonista si pone una domanda fondamentale: "Che cazzo sto facendo? Da quanto tempo è che non ho una relazione sentimentale seria che sfoci in un rapporto sessuale altrettanto serio con una giovane e bella abitante del luogo?". Nel terzo capitolo Renzo è divorato da dubbi esistenziali: la pressione dei pneumatici posteriori è quella giusta? Sarà il caso di provare le gomme termiche della Pirelli? Perchè non ho aderenza?
Le pagine dal quarto all'undicesimo capitolo sono state lasciate intenzionalmente bianche per lasciare al lettore lo spazio necessario alla sua fantasia. E' una nuova tecnica editoriale che consente anche un certo risparmio.
Nel capitolo conclusivo, infine, Renzo incontra Lucia, una splendida ragazza 22enne che vive in completa solitudine pilotando una funivia di St.Moritz, l'unica al mondo dotata di servosterzo, da una cabina di controllo situata a 3500 metri sul livello del mare e timidamente le chiede cosa ne pensa delle gomme della sua auto, se sia il caso di affidarsi al team della McLaren o meno. Lucia lo guarda con intensità, come accade nei romanzi di Banana Yoshimoto quando qualcosa di ineluttabile sta per accadere, e con un cenno della mano gli fa segno di smammare. Renzo allora capisce che la sua amata non può vedere quelli della McLaren e si suicida ingerendo dodicimila bigliettini dei Baci Perugina e il pomello del cambio.
HO PAURA
Io non so se capita anche a voi ma ci sono dei momenti nella vita in cui si ha veramente paura. Ecco, adesso è uno di quelli.
Ed e' quella paura che ti assale quando credi che il peggio debba ancora venire.
Ma io dico. Vi rendete conto che, fatto il partito del popolo delle libertà, verrà presto fuori anche l'Inno del partito del popolo delle libertà?
LA SICUREZZA IN ROMANIA
Bucarest, 11 novembre 2007 - Il primo ministro romeno Calin Popescu Tariceanu si è detto "preoccupato" per le "reazioni da guerriglia urbana" degli ultras italiani conseguenti alla tragica uccisione di un tifoso ad opera di un rappresentante della Polizia di Stato e ha ammesso che d'ora in poi il parlamento rumeno si adopererà per inasprire le norme che regolano l'ingresso e il permesso di soggiorno dei cittadini italiani nel territorio rumeno.
"I tifosi italiani costituiscono un serio pericolo all'incolumità dei cittadini rumeni che durante la domenica si fanno i cazzi propri a casa loro senza sentire il bisogno di distruggere la sede del CONI nè di imperversare per le strade della capitale armati di bottiglie molotov e di spranghe", gli ha fatto eco il presidente Traian Basescu - "Per noi e' veramente mortificante sapere che parliamo una lingua molto simile a quella italiana".
ZASTAVA 101 SUPER - L'AUTO DEI MIEI SOGNI
SULLA LICEITA' DI ROMPERE LE SCATOLE A UNA RAGAZZA CHE NON VEDO PIU' DA VENT'ANNI
A parte il fatto che adesso sono sposato.
A parte il fatto che se fossi più felicemente sposato di quanto io lo sia alla ragazza che non vedo da vent'anni non penserei affatto o comunque molto meno.
A parte il fatto che sì, le ho sempre voluto un mare di bene ma ho fatto ben poco per dimostrarglielo.
A parte il fatto che a volte mi manca da morire.
A parte il fatto che se non si è mai fatta sentire in questi vent'anni un motivo ci dovrà pur essere.
A parte il fatto che potrebbe essersi anche dimenticata di me.
A parte il fatto che potrebbe ricordarsi di me come di un episodio infelice della sua vita.
A parte il fatto che rivederla a distanza di vent'anni potrebbe essere uno shock fortissimo.
A parte il fatto che me la ricordo ancora come se fosse ieri.
A parte il fatto che l'ultima volta che c'incontrammo, tra noi non ci furono silenzi più strazianti.
A parte il fatto che in quell'occasione non riuscii nemmeno a prenderle una mano e a dirle che l'amavo come si ama una mela o un prato di margherite.
A parte il fatto che forse ha dei figli anche lei.
A parte il fatto che forse adesso è felice.
A parte il fatto che forse non lo è.
A parte il fatto che ritrovarla potrebbe essere un grande casino.
A parte il fatto che fuori piove come se fosse Novembre.
A parte il fatto che se adesso mi apparisse davanti all'improvviso e mi sorridesse le butterei le braccia al collo e la stringerei a me per duecento anni.
A parte il fatto che non credo nelle apparizioni delle madonne.
A parte il fatto che nel frattempo è crollato il muro di Berlino.
A parte il fatto che avevamo poco più di vent'anni.
A parte il fatto che ora non so più nemmeno dove abita.
A parte questo?
TEOGENEALOGIA
Io ho capito che c'e' la Santissima Trinità, che Dio è uno e trino, che c'e' lo Spirito Santo e che Gesù è tautologicamente il Figlio del Padre.
Io capisco tutto.
Ma mi chiedo, se Dio è il Padre di Gesù, chi cazzo è il Nonno?
MESSAGGIO DI DIO DAL MANICOMIO DI BADEN BADEN
No, non sono impazzito (forse).
E' che mia sorella qualche giorno fa mi ha regalato l'ultimo CD di Paolo Rossi che contiene alcuni vecchi monologhi, come appunto quello che dà il titolo a questo messaggio. Se volete farvi due sane risate fatevelo regalare anche voi.
E ora scusatemi, devo andare.
Il dottore mi sta chiamando per l'elettroshock.
CARTA A CARBONE
Forte fischia il vento
gelida infuria la bufera
ma freddo io non sento
in questa tiepida miniera
- dalla raccolta di poesie "Pause pranzo a 200 metri di profondita'" di Nikolaj Badjile
1928, Urali Orientali.
MARZO 14, OVVERO 3.14: FESTA DEL PI GRECO.
Scrivere. Mah!
Ho sempre visto la cosa come un diversivo che sottrae tempo all'impegno che dovrei profondere verso altre cose, come ad esempio il lavoro. Mi sento spesso in colpa quando, invece di cercare di garantirmi un po' di tranquillita' economica, sparo cazzate a destra e a manca. Certo, se fossi ricco il problema non si porrebbe. Ma potrei anche essere ricco e cretino e il problema non si porrebbe neanche in questo caso, perche' tutti odierebbero quello che scrivo.
Per dire la verita' il problema non si porrebbe neanche se fossi solo cretino, che mica mi farei problemi di questo genere.
Il problema e' che fumo come un turco e quindi un po' cretino lo devo essere per forza. Insomma e' un casino. Se fossi un turco non mi farei questo tipo di problemi.
L'unica certezza che ho e' che non sono nato ad Ankara, anche se devo dire che Mustafa' Kemal Ataturk mi e' sempre stato simpatico. Ma mica e' una certezza certa, che ne so se sono veramente nato dove c'e' scritto sulla carta d'identita'? Mica potevo chiedere "scusi, dottore, in quale citta' mi trovo adesso che sono appena nato?". Magari non c'era neanche il dottore. Magari sono nato in macchina o magari nel vagone ristorante dell'Orient Express mentre Agatha Christie scriveva Assassinio sul Nilo o la lista della spesa.
Boh, vabbe', nato sono nato. Almeno questo problema non ce l'ho piu'. Battesimo, prima comunione e cresima li ho fatti. Mi mancano solo tre sacramenti, divorzio, sacerdozio ed estrema unzione. L'ultimo mi sa che me lo impartiscono comunque, anche contro la mia volonta' e questo un po' mi fa girare le scatole, che uno non puo' fare quello che vuole neanche cinque minuti prima di morire ed e' una bella ingiustizia. Tu magari vorresti alzarti dal letto e andare alla finestra a vedere le margherite che fioriscono nei prati e quello li' vestito di nero con la sciarpa viola ti fa i ghirighori coll'olio sulla fronte. Olio di cosa, poi? Di arachidi? Di semi vari? Di oliva? Ma cazzo, devo proprio morire condito come un'insalata? A me le cose oleose sulla pelle non piacciono. Spremimi anche due gocce di limone, per piacere.
L'eterno riposo dona a lui, o Signore... Ma cos'hai? Paura che mi sveglio come uno zombie e vengo a sfasciarti la parrocchia con la mazza da baseball? Ma e' ovvio che e' eterno, ti paio in buona salute? Mica c'e' bisogno di scomodare il padreterno per augurarmelo. Si', ho capito. Devi campare pure tu. Devi fare il tuo lavoro, altrimenti ti contestano la parcella. L'idraulico si paga solo dopo che ha messo a posto il rubinetto che perde. No unzione, no party!
Vabbe', vah, vado a farmi un Martini, non un cardinale. Un Martini proprio, con l'oliva piantata nello stuzzicadenti e quattro cubetti di ghiaccio.
Vitaccia...
LETTERA A UN'AMICA SPOSATA
Be', cara amica, guarda che neanch'io, come marito, sono da meno.
A volte quando abbraccio e stringo mia moglie lei mi schizza via come un'anguilla per tutte le creme, cremine, oli essenziali (e inessenziali), aromatici, alifatici, sostanze antiossidanti, umettanti, emolienti, revitalizzanti ed esfolianti che usa.
Neanche avesse disboscato una foresta acida in Germania o fatto la guerra in Vietnam.
Mi dice: ho la pelle secca.
Le rispondo: a me non sembra mica. Se ti sdrai sul pavimento e ti do una leggera spinta vinco sicuramente il campionato mondiale di curling.
La mia dignita' di uomo e marito e' racchiusa in una piccola antina del mobile del bagno che contiene una confezione di rasoi bilama usa e getta, un barattolo di schiuma da barba Noxzema, una boccetta di profumo "Dune" e un paio di forbicine acuminate. Per vivere possono bastare. Il resto del mobile e' suo.
Neanch'io conosco la marca dei suoi assorbenti: lei usa quelli interni ed e' difficile intravederne l'etichetta quando li ha su. Ma a me piace giocare con lei anche quando ha le sue cose; cosi', ogni tanto, tiro la cordicella e lei, di riflesso, alza le braccine.
Una volta e' capitato anche a me di scazzare l'abbinamento dei calzini di mio figlio, e si' che un calzino era a righe e l'altro no: ma ci dovete un po' di comprensione, voi mogli. Per un uomo che nella sua infanzia ha sempre giocato con trenini, ramarri e lucertole e' traumatico iniziare a vestire un bambolotto a trentacinque anni. Ti chiedi, ma che cazzo e' successo? Dov'e' finito il mio vasetto con la terra, il coperchio bucherellato e le formichine dentro? Dov'e' la scatola con gli orbettini? Chi e' questa creatura cicciottella che ho davanti e che fa le bolle con la saliva biascicando parole comprensibili solo a sua madre? E soprattutto: perche' mi assomiglia in maniera cosi' impressionante?
E tutti i miei progetti di farmi tutte le fighe del mondo e lasciare le racchie agli altri come voleva fare Cecco Angiolieri? Dove sono andati a finire?
E lei?
Perche' lei adesso vede solo il tappezziere, l'idraulico, l'elettricista e l'imbianchino che sono in me e non piu' quella meravigliosa macchina da sesso che sono sempre stato? E perche', nonostante cio', lascia le sue mutandine ovunque, in bella vista, affinche' io le veda e mi consumi in un terribile ascetismo? E' solo fretta e distrazione? O sotto sotto c'e' un suo perfido disegno?
Ah, queste donne... e chi le capira' mai.
DISCLAIMER
Questo blog è una schifezza, ma è frequentato da gente del calibro di st4rz, la mia svizzera preferita.
E non in senso di carne macinata.
Quindi non rompete l'anima e, in subordine, andate tutti affanchiulo.
SAN RODOLFO LAVANDINO
In trattoria.
Al tavolo siedono Paolo e Marco, in attesa dell'ordinazione.
Giunge Romina, la cameriera.
Romina (confidenzialmente, rivolgendosi a Paolo): Ma buongiorno, signor Paolo, come siamo eleganti oggi!
Paolo (seduto al tavolo): Buongiorno a te, tesoro. Be', sai com'e'! E' per l'occasione di oggi...
Romina (ingenuamente): Ahhh, che romanticone! San Valentino. Che cos'ha regalato a sua moglie?
Paolo (un lampo guizza nei suoi occhi): Un bel paio di corna!
Marco spruzza l'acqua che stava bevendo rischiando di strozzarsi e scoppia in un boato di risate assieme a Paolo.
Romina raccoglie le palle che le sono cadute a terra e se ne va imbufalita.
(sipario)